I serpenti di Amyclae erano gli stessi abitanti
“Sbucarono fuori dalle paludi, all’improvviso e uccisero
tutti gli abitanti di Amyclae”. A raccontare come la misteriosa città pontina
venne sterminata dall’assalto dei serpenti erano i popoli antichi. La leggenda
si è tramandata fino ad oggi, celando la vera storia del nucleo abitativo più
impenetrabile di questo territorio. Secondo Albino Cece, studioso di storia
locale votato alla ricerca di Amyclae, a sterminare la città assediata dai
greci, sarebbero stati gli stessi aborigeni: gli italici. Nella ricostruzione
delle vicende che avrebbero portato alla scomparsa di Amyclae, Cece individua un
primo insediamento che avrebbe dato il nome di‘Amunclae’ alla città. Così come
dimostra Ettore Pais nel suo studio ‘Amunclae a serpentibus deletae’: “il nome
italico Astura fu ellenizzato da uno scrittore greco forse tarantino, così come
l'italica città di Amunclae divenne Amyclae.” “Si spiega così – commenta Cece -
anche la elencazione di due città amiclane diverse riportate nel ‘Lexicon
Universale’ di Johann Jacob Hofmann tuttora in uso nelle università tedesche
molto più avanti delle nostre negli studi latini. Non si può dire quindi,
semplicemente città-stato di ‘Amunclae o Amyclae’ bensì ‘Amunclae e Amyclae’
perché la prima ha origine italiche e la seconda ha origini dalla colonizzazione
dei Laconi di Sparta anche se insistevano entrambe quasi sullo stesso
territorio. Sembra che una grande confusione abbiano fatto gli antichi autori
sul nome e sulla collocazione di queste due città-stato poiché al tempo in cui
scrivevano (oltre duemila anni fa) già di esse si era perduta memoria storica.
‘Amunclae’ è il nome della città-stato originaria di questa terra del Lazio
meridionale dove erano stanziati gli Aurunci-Ausoni. Nel suo territorio
sopraggiunsero poi i Laconi di Sparta che, in un primo tempo, forse convissero
pacificamente con gli abitanti aborigeni. Questa enclave greca, che assume il
nome di ‘Amyclae’, in un comprensorio occupato da diversi popoli quasi
esclusivamente di stirpe osca certamente non poteva durare e così dobbiamo
ipotizzare una rivalsa bellica degli aborigeni contro i colonizzatori greci che
vengono così allontanati dando inizio alla storiella di una città distrutta dai
serpenti (presente nelle leggende di fondazione del popolo osco) che ha
attraversato i millenni contribuendo a dare un’aura di mistero a questi luoghi.
Il nome di ‘Amunclae’ ci ricollega a civiltà antichissime mentre quello di
‘Amyclae’ si rapporta alla colonizzazione greca più recente e transitoria. Altra
ipotesi potrebbe essere quella di una sempre arcaica Amunclae originaria che fu
distrutta dal popolo Osco o Volsco (osci antichi) che si rapportavano al
serpente (dodici di essi nascenti da un vaso si trovano nello stemma di Capua);
sui resti della distruzione di Amunclae trovarono, infine, collocazione i
colonizzatori greci di Sparta. Queste ci appaiono – termina Albino Cece - come
le uniche ipotesi che ci permettono di sciogliere questo antico mistero della
storia”.
Irene Chinappi - Il Territorio - 30 Luglio 2007