In tutto il litorale pontino echeggiano forte il mito e la
storia. Ma a Fondi il mito è diventato storia. I racconti di Plinio, Marziale e
Tacito sulla città scomparsa di Amyclae, sul suo rinomato vino Cecubo, e sul suo
bel mare, quasi certamente hanno trovato un luogo dove essere collocati. A
ridosso dell'abitato Fondi, sul monte Pianara, nel Parco dei Monti Aurunci. Lì
fortificata per 3 km da mura ciclopiche, spesse 2 metri ed alte fino a 5 metri,
una grande città, estesa per 33 ettari, esisteva ancora prima di Roma e di
Fondi, abitata dai Laconi e dagli Aurunci. Posta in alto dominava la grande
pianura e controllava i passi e i laghi aperti sul mare. Richiamata da un oblio
di oltre 2500 anni, dopo averla creduta ora sprofondata nel lago di Fondi, ora
posta nel bosco tra il lago e il mare, Amyclae, la città mitica di Castore e
Polluce, su cui regnò il Re Camerte, tra gli eroi al fianco di Turno contro
Enea, e scomparsa dopo una invasione di serpenti, potrebbe aver abbandonato la
leggenda svelando il suo cuore di pietre ciclopiche, così ben visibile
dall'alto, a volo d'uccello, agli archeologi, che hanno ascoltato le voci
moderne e ricordato le moltissime leggende antiche. Per congiungere passato e
presente, alla sapienza degli studiosi del presente, ma custodi della memoria
del passato, è bastato risalire lungo un'erta mulattiera, slargata a pista, sale
da Valle San Pietro con mezzi fuoristrada, dove, sulle rocce calcaree del Monte
Pianara, sono disseminate le tracce di una memoria non completamente scomparsa,
ricostruita anche attraverso frantumi di tegole e stoviglie. Sembra quasi che
Amyclae sia tornata a dialogare di un passato antichissimo nel territorio e
nell'ambiente in cui si mascherava, perchè finalmente protetta, all'interno del
Parco dei Monti Aurunci e, allo stesso tempo, sia tornata anche a protezione
della memoria del territorio per tutelarlo e conservarlo per le generazioni
future.
Dolly Apruzzese - Litorale Pontino