Un adeguato stanziamento di risorse, è stato proposto dal
Consigliere segretario della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio,
Claudio Fazzone, alla Giunta regionale per approfondire gli studi, gli scavi e i
necessari strumenti atti ad approfondire la scoperta effetuata sul monte Pianara
a Fondi. La notizia della scoperta che accrediterebbe nel sito archeologico, la
posizione della leggendaria Amyclae, è importante e già altri studiosi locali,
ne avevano già menzionato l’esistenza. Oggi, confermata dagli studi effettuati
dai professori Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli, rispettivamente delle
Università di Bologna e II Università di Napoli, pone strablilianti conclusioni
che vanno necessariamente provate. Quindi, proprio per questo, sono necessari
altri approfonditi studi e scavi, che ribalterebbero le vecchie testimonianze
storiche e letterarie degli antichi e hanno collocato il sito di Amyclae su
Pianara. Molti storici pensano che Pianara fosse un notevole insediamento
ausonico in posizione strategica per una facile difesa da invasioni e per
controllare i traffici che dal mare andavano verso l’entroterra italico
attraverso la via più comoda e più breve esistente lungo la fascia costiera
tirrenica in particolar modo tra Formia e Terracina. E’ noto che Fondi aveva un
porto fluviale a fianco della via Appia, a ponte Selce. In esso confluivano
tutte le strade della pianura, da Lenola, Terracina, Itri, Sperlonga, San
Raffaele, San Magno... Senza voler sottolineare, aspetti rilevati da storici e
ricercatori locali, Claudio Fazzone fa notare che il popolo che in questo
momento abita il nostro nucleo è sicuramente quello degli Ausoni, antica
popolazione indo-europea stanziatasi nella zona di Fondi fin dalla media età del
bronzo, cioè del secondo millennio a. C. La sua attività primaria rimane
l'agricoltura e la pastorizia, ma gia fiorisce il commercio sottoforma di scambi
di prodotti dal nord, centro Italia (ambra, stagno, ferro, rame) e dal sud
(grano, olio, tornio del vasaio, ossidiana per la fabbricazione di utensili
indispensabili, come punte di frecce, cuspidi, raschiatoi...). A questo punto ci
pare precisare che non furono i Volsci ad assorbire la civiltà ausonica, bensì
gli Etruschi o i Greci. I Volsci dell'Umbria scesero verso il Lazio giungendo
però fino al Circeo, senza superare i monti Ausoni, cioè senza discendere nella
valle di Fondi. Più plausibile è ammettere che in questo periodo giunsero da noi
gli Etruschi. Essi organizzarono una forma di città, le cui mura si possono
individuare nei resti di via Volsci, cioè in tutto il muro di cinta del lato
nord. Sono massi enormi la cui staticità e resistenza è affidata alle loro
dimenzioni ed al loro peso. Alla sua base correva un fossato alimentato dalla
sorgente di Petrulo, seguendo il percorso dell'attuale via L. Caro. Scesero dai
monti circostanti i popoli ausonici, pastori e cacciatori che abbandonarono le
loro sedi di Pianara, di Petrulo, di San Raffaele (vicus Setteaqui), del Salto (vicus
Lacus Fundanus), abitato fin dal neolitico (VIII- VII millennio a. C. Nelle
vicinanze qualche tempo fa la famiglia Velocci rinvenne numerose punte di
frecce, di raschiatoi...). Si fondono coi nuovi venuti; il nucleo così
ingrandito, compreso tra il muro suddetto e l'attuale Corso Appio Claudio, si
arricchisce di abitazioni che preludono alla costituzione della città. E in
questi tempi possiamo far cadere la distruzione della mitica Amyclae, fondata
dagli Spartani, sulle rive del Salto e forse alla foce di S. Anastasia da cui
per mezzo del lago e del fiume Acquachiara si poteva giungere fino al nucleo di
cui si fa cenno (antico porto al bivio di Lenola). Claudio Fazzone, commentando
la notizia di questi giorni su: “Amyclae, la scoperta di una mitica città sui
monti di Fondi”, non nasconde un certo compiacimento, anche e soprattutto per
quello che potrà rappresentare sia sotto l’aspetto culturale che turistico per
tutta la zona di Fondi e dei monti Aurunci.
Rita Bittarelli - Parvapolis