Il soggetto non sembra
avere una fonte letteraria. Lo scenario può derivare da una nota area
infestata da serpenti vicino Fondi, a sud-est di Roma. Poussin crea una
sorta di studio della paura aprendo a ventaglio dal corpo in primo
piano. Il paesaggio è stato attentamente costruito per bloccare chi
guarda, attraverso gli scenari di questo dramma con figure collocate su
alternanze di luci e ombre che recedono sulle strisce di terra. Le
figure, in pose teatrali, comunicano un senso di movimento e dramma
attraverso la disposizione in diagonale. Il dramma risiede anche in chi
può vedere chi all’interno del quadro. L’uomo che corre vede l’uomo
morto ed il serpente; la donna vede solo l’uomo che corre; il pescatore
non vede nemmeno la donna. Il quadro è stato probabilmente dipinto nel
1648 per Pointel, un mercante parigino, che possedeva numerosi lavori di
Poussin. Poussin prendeva gli elementi del paesaggio classico da
Annibale Carracci e Domenichino. Gli alberi sono usati per formare
l’azione. Le linee diagonali creano una recessione spaziale nel centro,
dietro l’orizzonte. In prestito “Poussin e Natura”, al Metropolitan
Museum of Art, New York da febbraio a maggio 2008.