Le ricerche
Fin dal Cinquecento gli studiosi hanno cercato di individuare
questa città nella pianura presso la città di Fondi, e in particolare nei suoi
laghi o sommersa sotto di essi, poiché, dando per vera l'invasione di
serpenti che avrebbe causato la scomparsa della città, ritenevano
l'ambientazione geografica più adatta. La città è stata variamente collocata e
identificata (per esempio con Sperlonga),
senza particolare fondamento.

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Nel 2006, l'Università
di Bologna e la
Seconda Università di Napoli (Lorenzo Quilici e
Sefania Quilici Gigli), hanno hanno condotto delle ricerche sul monte
immediatamente sovrastante Fondi, il monte
Pianara: la vetta dista dal centro storico della cittadina laziale solo 2,5 km
in linea d’aria e raggiunge rapidamente l'altitudine di 320 m s.l.m., con
fianchi piuttosto ripidi. Sulla sommità del monte sono stati rinvenuti imponenti
resti di un'estesa città e numerose coincidenze con i testi delle fonti antiche
hanno portato ad ipotizzare che il sito potesse essere identificato con Amyclae. Sulla cima del monte si conservano tratti di una cinta di
mura poligonali per una lunghezza di circa 2,7 km e in alcuni tratti alte
ancora fino a 4,5 m. La città scoperta si estendeva per circa 33 ettari e sembra
essere fiorita tra il VI
e il IV
secolo a.C.. Controllava da una posizione ben difesa la viabilità tra Lazio
meridionale e Campania e sarebbe decaduta in seguito all'apertura della via Appia
nella sottostante pianura 312 a.C. e
del conseguente sviluppo di Fundi-Fondi, a cui si aggiunsero probabilmente gli
effetti di un violento terremoto:
un tratto della cinta muraria sembra sprofondato in una dolina carsica che
si sarebbe formata in seguito all'evento sismico, ed in alcuni tratti i blocchi
risultano spostati rispetto alla originaria disposizione. L'urbanistica
della città era articolata in terrazzamenti, sostenuti da muri di contenimento
sempre in
opera poligonale, che scaglionavano i declivi su piani paralleli, sui quali
si disponevano le case e le strade. |
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Secondo altri studiosi però il centro abitato sull'altura di
Pianara sarebbe di entità molto più ridotta, e dunque più plausibilmente
riconducibile ad un insediamento da attribuire alle popolazioni italiche del
luogo, forse i
Volsci. Le tradizioni storiche relative ad Amyclae, peraltro,
sembrano caratterizzate da più di un elemento mitico, e non è da escludere che
in realtà un insediamento greco nel territorio fondano non sia mai esistito se
non come creazione storiografica. Questo fenomeno, d'altronde, è ben noto in
tutta la penisola italiana, e sono tanti i centri che secondo tradizioni già
antiche sarebbero stati fondati da illustri eroi greci o troiani reduci dalla
famosa guerra di Troia (Asia Minore).
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