IN UNA NOTTE DI LUNA PIENA, CON GLI ABITANTI IMMERSI NEL SONNO, LA CITTA' SPROFONDO'

CITTA' DI AMYCLAE
MITO O LEGGENDA?

Amicle, un regno e non una sola città

Un altare preistorico tra le rocce di Campello

Esprimo da una vita tutta la mia passione nella ricostruzione della storia antica e medievale del nostro territorio aurunco ma l'incontro con l'amico Antonio Masella, col quale abbiamo scoperto resti archeologici risalenti ad oltre quattromila anni fa esistenti tuttora sull'altopiano di Campello d'Itri, ha letteralmente sconvolto la mia vita di "beato" pensionato, proiettandomi entro una dimensione nuova di ricerca storica che porta inevitabilmente ad una nuova interpretazione dei dati storici dell'intero Lazio meridionale. Della scoperta di Campello ne abbiamo parlato tanto che non vale la pena di ripeterci. Un dato importante di cui non abbiamo informato i nostri lettori è costituito dall'altare preistorico scavato nella roccia, esistente in quella località e che presentiamo in fotografia; finora nessuno lo ha mai individuato né ne fatto menzione ad eccezione nostra. Ma la ricchezza archeologica di Campello ci consente di ripensare anche ad Amicle finora considerata una città fondata dagli spartani e dalla quale comunemente si crede esser nata Sperlonga. Tenendo conto di quanto ci raccontano diversi autori antichi, dalle diverse risultanze archeologiche sul territorio, da quanto la tradizione popolare tramanda nonché dalla toponomastica circondariale siamo giunti alla conclusione che col nome di Amicle nel periodo arcaico non si indicava una singola città bensì un intero comprensorio costituito da diversi borghi; altrimenti come si spiegherebbe che il suo Re Camerte, secondo Virgilio, fosse considerato il più ricco dell'Italia di quell'epoca situata ai confini tra il mito e la storia? Con la mia ipotesi di Amicle come un "Regno" e non una singola città, come finora ritenuto, comincerebbero ad avere un senso le considerazioni di alcuni scrittori meno antichi che ritengono Itri, Lenola, Campodimele, la stessa Fondi in qualche maniera come tutte fondate dagli abitanti di Amicle ritenuti "fuggitivi" da una città "distrutta dai serpenti". Amicle non fu distrutta da nessun serpente inteso come rettile (delle cause della sua distruzione, già da noi individuate, stiamo mettendo a punto uno studio), ma con questo nome è stato soltanto indicato il distretto territoriale entro cui regnava Camerte, il solo re amiclano di cui conosciamo il nome ad opera di Virgilio nell'Eneide. Sono stati soltanto male interpretati i tempi degli avvenimenti ed i dati esistenti. Il regno di Amicle si trovava interposto tra quello di Circe (al Circeo) e di Aeeta (fondatore di Gaeta) entrambi fratello e sorella nonchè figli del dio Sole "che aveva un palazzo in Oriente" con ciò giustificando una migrazione arcaica di genti dall'Oriente verso le nostre coste e la loro prevalenza sulle popolazioni già qui stanziate, con ciò mettendo d'accordo il mito con l'archeologia e la storia. Finora molti storici, locali e nazionali, si sono dati da fare per tentare di individuare una città di Amicle senza alcun risultato evidente (e rimasticando vecchi concetti) proprio perché non si sono mai fermati a riflettere un momento su quel poco che ci è stato tramandato o ci è rimasto dalla totale distruzione dell'etnìa aurunca qui effettuata dagli invasori romani (nulla di nuovo sotto il sole!).

Sabato 26 Maggio 2007 - Albino Cece
Pubblicato anche su "Gazzetta degli Aurunci" di Maggio 2007

CREDITS

COLLABORA CON NOI

CONTATTI

 

© COPYRIGHT 2008 - CITTADIAMYCLAE.NET

 

Ultima modifica: giovedì, 22 gennaio 2009